"Alle sue stravaganze siamo ormai abituati". Questa è una delle frasi più rilevanti estrapolate dal servizio, mandato in onda da Mattino Cinque qualche giorno fa, sul giudice Raimondo Mesiano, colpevole solo della doppia vergogna di essere l'autore della sentenza (scontata) che condanna la Fininvest a pagare 750 milioni di risarcimento alla Cir di De Benedetti (per lo "scippo" della Mondadori grazie alla sentenza comprata corrompendo il giudice Metta) e di essere stato promosso dal Csm per la sua serietà e imparzialità. Claudio Brachino, sguardo combattivo come non mai, dopo una breve introduzione che lasciava intendere chissà quale scoop affida la tesi del padrone ("ne vedrete delle belle su quel giudice", aveva detto Berlusconi) ad una giornalista che commenta immagini scioccanti del giudice per le strade di Milano. Passeggia avanti e indietro, fuma (che crimine!), aspetta il suo turno dal barbiere, indossa addirittura calzini di color turchese. "Stravaganze", come le chiama l'impavida Annalisa Spinoso, coraggiosa nel mettersi contro questo giudice eversivo. Tornati in studio, Brachino e il condirettore del Giornale di famiglia, Alessandro Sallusti , si scappellano in spiegazioni sui crimini contro l'umanità di Mesiano, colpevole niente meno che di "rimandare di anno in anno una causa su un tubo rotto" e di aver sbraitato contro il premier a cena, davanti alla televisione. Chiamate la polizia, identificatelo, arrestatelo.
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