lunedì 14 dicembre 2009

Cercatelo, fermatelo, uccidetelo!



Su Annozero e su Santoro, ormai da anni, pende una spada di Damocle enorme da parte di Berlusconi e dei suoi scagnozzi, dirigenti Rai compresi, tanto che lo scorso settembre fu messa in dubbio addirittura la messa in onda della trasmissione. Non che ci fosse da meravigliarsi: Santoro era già stato cacciato dalla Rai nel 2002, quindi non sarebbe stata certo una novità. Dopo la prima puntata di questa stagione, sulla libertà di informazione, fioccarono come al solito i commenti di chi la puntata, magari, non l'aveva nemmeno vista, ma aveva comunque qualcosa da dire: una specie di gara a chi spalava più letame, di cui diedero conto le agenzie di stampa che srotolarono decine e decine di commenti offensivi e virulenti contro Santoro. Ciò che vorrei sottolineare oggi, però, è una frase di Emilio Fede, pronunciata ieri sera durante il suo 'speciale' sull'aggressione (se vogliamo chiamarla così) a Berlusconi. "Chi semina vento, raccoglie tempesta", ha detto Fede. Verissimo. E infatti dopo settimane, mesi, anni di 'vento' su Annozero da parte del Pdl e della Lega, ieri si è raccolta la 'tempesta'. Luca Bertazzoni, che si trovava con il suo operatore a Milano per la manifestazione del Pdl durante la quale ha anche parlato il presidente del Consiglio (emblema della democrazia italiana: il capo del governo che fa un comizio in piazza nel quale attacca l'opposizione: se anziché da un palco lo avesse fatto da un balcone, saremmo a cavallo), è stato ripetutamente insultato da alcuni 'civilissimi' manifestanti. "Infami", "vergognatevi", "Santoro è uno stronzo", "tu sei un dipendente, fai disinformazione, racconti delle balle". Le stesse frasi che, con toni più o meno simili, leggerete anche qui sotto, nel mio precedente post citato poc'anzi. E poi dicono che la televisione non influenza nessuno.
Non contento, tra l'altro, il Fido Emilio fa una battutina sul povero Massimo Tartaglia, già diventato 'un malato di mente con problemi psichici' a reti unificate: "Inquadratelo questo mascalzone, inquadratelo - dice il direttore dell'imparzialissimo Tg4 - chissà, magari quando esce la gente potrebbe riconoscerlo, così magari...gli offriamo un caffè". Com'era, Emilio? Chi semina vento cos'è che raccoglie? A completare il lavoretto di istigazione all'omicidio, qualche gruppo su Facebook intitolato "Uccidiamo Massimo Tartaglia" e, soprattutto, Mattino 5 e il Tg1, che hanno intervistato il padre di Tartaglia facendo attenzione ad inquadrare per bene l'indirizzo di casa sua. Non sia mai che a qualcuno non venga in mente di andargli a fare una visitina.

sabato 12 dicembre 2009

La mazza di Tiger Woods


Da queste parti, parlare spesso di un argomento o di una persona è una pratica usata raramente, e spesso tradotta, da chi la subisce, in 'gogna mediatica', 'linciaggio a mezzo stampa' e via discorrendo: a volte giustamente, altre volte no. Parlare per due anni di Alberto Stasi come del killer di Chiara Poggi, o di Raffaele Sollecito e Amanda Knox come dei killer di Meredith Kercher, ad esempio, anche a causa di un sistema giudiziario che, come ricordava la maltrattatissima inviata della Cbs in Italia qualche sera fa a Porta a Porta, di fatto porta la giuria ad essere nettamente condizionata dai media, è normalissimo. Come era normale parlare, una sera sì e l'altra pure, del delitto di Cogne e di Annamaria Franzoni, passata in pochi mesi da vittima a boia, da perseguitata a spietata assassina. Senza alcun rispetto nemmeno per la sua famiglia, che a quel matricidio, occorre ricordarlo, è sopravvissuta. Al contrario, quando si parla per tanto tempo di personaggi protagonisti della vita politica italiana, e non per mero voyeurismo come nei casi sopra citati, ma per evidente interesse pubblico, c'è subito chi urla, appunto, al linciaggio e alla gogna mediatica. Ogni riferimento al presidente del Consiglio attualmente in carica non è puramente casuale.
All'estero, le cose vanno diversamente. Pensate, ad esempio, al povero Tiger Woods. Tutto parte da una sera in cui sua moglie, stanca dei suoi tradimenti, lo aggredisce a colpi di mazza (lo svantaggio di essere un campione di golf): lui, per evitare qualche livido di troppo, se ne va in auto, e va a sbattere contro un albero. Resta per sei lunghe ore in coma, più morto che vivo. Quando si risveglia, ecco la sua vita sbattuta in prima pagina: le sue dieci amanti, tra cui due pornostar, una cameriera bruttina e una hostess attempata, che fanno a gara nello svelare i 'retroscena' di Tiger a letto; sua moglie (molto più bella, tra l'altro, di tutte le sue amanti) che gli chiede di scegliere tra lei e lo sport che ama; la tv cinese che ricostruisce in 3D il suo incidente; il suo messaggio vocale ad una delle amanti ("Devi farmi un favore...cancella il tuo nome dalla segreteria telefonica. Mia moglie ha controllato il mio telefonino e potrebbe chiamarti da un momento all'altro. Fallo velocemente...grazie") remixato e cliccatissimo su YouTube; infine, dulcis in fundo, un produttore di film porno che ha preso la sua storia come ispirazione per quello che sarà senz'altro il suo capolavoro, Tiger's Wood (La mazza di Tiger: come si presta bene, l'inglese, ai giochi di parole). In tutto ciò, il povero Tiger è letteralmente scomparso dalle scene, ed è presumibile che abbandoni davvero il golf per salvare il suo matrimonio. Almeno, così dicono i blog statunitensi, così informati da far venire il sospetto che a scriverci su siano gli stessi protagonisti delle storie che raccontano. Come lo vedreste, Berlusconi che va su un blog e racconta dei suoi incontri clandestini con i capimafia, a cui diceva di essere "a disposizione"?

UPDATE: Alla fine, si è ritirato per davvero. Ma con un fil di voce ha chiesto alla stampa: "Rispettate la mia privacy". Wow. Chapeau.

domenica 6 dicembre 2009

Obama Bin Laden?!?

Normalmente, tra colleghi non ci si dovrebbe mai "sparare" addosso. Ma in questo caso, la gaffe è talmente grossa che non può davvero passare inosservata (e infatti, su nostra segnalazione, ne ha parlato anche il nostro amico Joshua Evangelista di Reporters). L'agenzia di stampa AdnKronos, una delle più importanti in Italia, ha lanciato questa mattina il seguente dispaccio:
TERRORISMO: USA, DA ANNI NESSUN NUOVO ELEMENTO DI INTELLIGENCE SU OBAMA = ROBERT GATES, «NON SAPPIAMO DOVE SI TROVI» Washington, 6 dic. (Adnkronos/Dpa) - «Da anni» gli Stati Uniti non raccolgono nuovi e significativi elementi di intelligence su Obama bin Laden e di fatto non sanno dove si trovi il leader di al Qaeda. Ad ammetterlo è stato il segretario della Difesa, Robert Gates, in una intervista al programma della ABC, «This Week» che verrà trasmesso nelle prossime ore. Gates ha anche detto di non essere in grado di confermare le parole di un detenuto pachistano, che ha detto di sapere dove si trova il leader di al Qaeda. «Non sappiamo dove sia Obama bin Laden. Se lo sapessimo, lo andremmo a prendere», ha affermato Gates, rispondendo all'intervistatore che gli chiedeva se il Pakistan avesse fatto abbastanza per ricercarlo. Nei giorni scorsi, il premier pachistano, Yusuf Raza Gilani, aveva escluso che bin Laden si trovasse in Pakistan.
A parte il fatto che S e B non sono molto vicine sulla tastiera (almeno su quella europea): com'è possibile fare un erroraccio del genere senza nemmeno accorgersene, e senza mandare un dispaccio di correzione? Qualcuno potrebbe persino pensare che lo si sia fatto apposta...