giovedì 7 ottobre 2010

Te ne dovevi andare

La storia, di per sè, è orribile. Un uomo che molesta la nipote di 15 anni, la strangola dopo essere stato rifiutato, poi la spoglia, violenta il suo cadavere, brucia i suoi vestiti, la scaglia in un pozzo. Non contento, organizza una maxisceneggiata "ritrovando" il suo cellulare, bruciacchiato, poi va davanti alle telecamere e dice che "ho capito subito che era il suo", "il mio cuore me lo ha detto", "ho sentito un colpo al cuore". I suoi occhi azzurri, agli occhi dei profiler, non mostravano sicurezza, le sue lacrime, più che di disperazione, sembravano di rimorso per ciò che di orribile aveva fatto. Ed è così che Michele Misseri, un contadino di un paesino della provincia di Taranto come ce ne sono tanti, si è scoperto orco.
Non posso parlare a nome della redazione, e della presentatrice, di Chi l'ha visto?, che ieri sera ha dato la notizia della confessione dello zio di Sarah Scazzi in diretta e direttamente alla mamma della ragazzina. Devono averne avuti, di motivi, per continuare la diretta della trasmissione con la famiglia di Sarah, per giunta in collegamento dalla casa dell'assassino: uno scherzo del destino che nessuno poteva prevedere. Non mi sento in grado né ho voglia di giudicare questa scelta, seguita dalla scelta sacrosanta di non trasmettere Parla con me, i cui toni ironici e satirici sarebbero certo stati fuori luogo in una serata così tragica.
Mi sento però male nel sapere quale orrenda fine abbia fatto questa povera ragazzina, colpevole solo di avere come zio un criminale, e di essere entrata nei suoi pensieri più perversi. C'era da sperare che Sarah fosse davvero scappata via da Avetrana, come aveva scritto nel suo diario, anzichè restare nella tana del suo carnefice. Stamattina, nell'aggiornare la notizia, ho cercato di restare in superficie, senza riflettere sui particolari francamente troppo forti, troppo terribili per essere veri. Appena ho iniziato a pensarci, mi si è chiuso lo stomaco. Riceviamo una quantità tale di notizie che siamo ormai abituati a tutto, e proprio qualche giorno fa avevo letto (e scritto) qualcosa di simile. Ma pensarci, riflettere davvero e non superficialmente su casi del genere, può essere molto, troppo doloroso.
E dire che, proprio oggi, era successo qualcosa di davvero grave per la democrazia italiana. Ma i giornali avevano qualcosa di più importante di cui occuparsi, ovvero il dolore di una famiglia la cui vita è cambiata per sempre. Riprendere la propria vita dopo una catastrofe del genere, per gli Scazzi, sarà difficile almeno quanto la voglia di dire "basta" a quel collegamento televisivo.