
La rivolta degli immigrati di Rosarno fa più paura della bomba fatta esplodere dalla 'ndrangheta nel palazzo della Procura di Reggio Calabria. Perché in quest'ultimo caso, si tratta dei padroni che fanno quello che hanno sempre fatto: comandano, con i mezzi che preferiscono (non il bazooka, questa volta, perché si tratta solo di un avvertimento). Nel caso degli extracomunitari africani, per lo più provenienti dal Ghana, si tratta di schiavi grandi e grossi che "alzano la cresta" e si ribellano ai latifondisti. "I calabresi sono cattivi" dice un temibile 'uomo nero'. Un altro spiega, però, che in Calabria non tutti li trattano come bestie: a Sibari, ad esempio, sono stati bene.
A Rosarno, gli africani si impegnavano a fare il lavoro nei campi che i calabresi si rifiutano di fare. "Piuttosto che lavorare come loro, 12 ore di sudore per 20 euro al giorno, noi preferiremmo rubare" ammette chi in questi giorni sta prendendo coscienza. Nessun calabrese, in nome dell'orgoglio, farebbe la doccia tra i pneumatici, dormirebbe in un silos, in condizioni inumane, accetterebbe l'ordine di sgobbare tutto il giorno per un padrone che lo vuole fregare.
"Non si poteva uscire più la sera, bevevano, facevano casino" si difendono gli abitanti del luogo. Un 'coraggioso' ha aggiunto: "noi li accogliamo, li curiamo". Li curiamo? Si parla dei braccianti provenienti dal continente nero come se fossero animali a cui lanciare un po' di cibo dentro la gabbia di tanto in tanto. "Li tratto benissimo, dò loro 30 euro al giorno e compro loro anche le brioscine" mi disse tempo fa una signora dei dintorni di Rosarno. Gli schiavi neri sono andati via, feriti nella dignità (e nella carne). La manodopera a basso costo, i calabresi la troveranno altrove (dai bulgari, magari). Adesso, i neri saranno accolti altrove, alcuni al Nord. Dove già si stanno preparando con la solita storia del "dobbiamo risolvere tutti i problemi del Sud". Gli immigrati di Rosarno hanno le spalle larghe, ma siamo noi italiani (e soprattutto i calabresi) a dover affrontare il male maggiore: il peso sulla nostra dignità e sulla nostra coscienza. Siamo stati i primi immigrati, sfruttati e discriminati, e abbiamo imparato solo a comportarci come i nostri padroni, con la nostra convinzione impressa nel DNA che mettere in difficoltà gli altri (anche con crudeltà gratuita) serva loro a farsi le ossa, a indurire la pelle. Un giorno, coloro che non verranno bruciati nei roghi delle loro case-lager, ci ringrazieranno.
Sono d'accordo con te su tante cose, Domenica, e forse il fatto di essere calabrese mi fa vedere le cose con la tua stessa indignazione...solo chi è nato o vissuto in Calabria sa cosa significa crescere respirando aria di 'ndrangheta, solo i calabresi, forse, possono capire che la vera mafia non è quella dei grandi numeri e delle stragi lontane ma è quella che vedi e affronti ogni giorno.E' mafia sapere che per aprire un negozio devi avere le amicizie giuste;è mafia dover chiedere un favore per poter lavorare; è mafia vedere i tuoi amici che dichiarano zero euro di reddito e poi vanno in giro in Mercedes...ma purtroppo è anche mafia dire che da noi la micro criminalità non c'è, che gli immigrati stanno al posto loro e che le donne possono andare in giro da sole la notte senza essere importunate. Purtroppo ciò accade non per un "maggiore percezione di sicurezza" ma ancora una volta perché a comandare è l'antistato.
RispondiEliminaParliamo chiaramente:se gli immigrati potevano rimanere aRosarno è perché qualcuno glielo permtteva, e non è lo Stato; facevano comodo a molti finché il giocattolo si rotto: qualcuno avrà pensato che non servivano più o si sarà voluto semplicemente divertire oppure i congolesi avranno alzato la testa e questo è il risultato.
L'orgoglio ferito è dei calabresi,è vero, anche perché tu sai benissimo quanto siamo orgogosi noi "terroni"...ma la responsabilità, no, non è solo nostra. Lo Stato dove è stato in tutto queso tempo?
Lo Stato io non l'ho mai visto. Lo Stato non ci è mai servito e non ci ha mai serviti. Il Governo cavalcherà (lo sta già facendo) il caso Rosarno, come fa la 'ndrangheta. Lo Stato "del resto d'Italia" non l'ho mai visto, forse perché in realtà non c'è Stato e Antistato: sono la stessa cosa. La 'ndrangheta siamo noi, nel bene e nel male. Non verrà mai sconfitta perché è nelle nostre teste. E, sinceramente, non so quanto una sua eventuale sconfitta ci convenga... vista l'alternativa.
RispondiElimina...aggiungo: le forze dell'ordine sapevano, ma hanno lasciato che le cose andassero. Perché andava bene così, a Stato e 'ndrangheta.
RispondiEliminaNo non è giusto, la 'ndangheta non siamo noi...noi che abbiamo studiato, noi che crediamo in un mondo migliore, noi che vogliamo andare avanti con la forza delle nostre idee e per i nostri meriti.Non è giusto parlare così perché la Calabria non è solo questo: ci si può indignare, incazz, inveire ma non smettere di crederci. Forse sono troppo retorica e sicuramente idealista ma non cadiamo nella trappola di chi è gia pronto a fare di tutta l'erba un fascio-
RispondiEliminaNon mi fraintendere, io non mollo e spero che anche altri riescano a prendere questo tipo di coscienza. MA tu mi chedevi: lo Stato dov'era? io sono d'accordo con te, non c'era. Ma mi chiedo anche quanto io o tu, o altri ragazzi come noi, lo abbiamo cercato. La manna dal cielo è inutile aspettarla. In questo siamo complici, tutti quanti, della ndrangheta. Sai a quanti amici miei è stata brucata la macchina o messa una bomba nel negozio, o quante volte ho sentito sparare alle serrande? E sai quante volte ho sentito commentare: "qualcosa avrà fatto"? Né i diretti interessati, né io, né altri cittadini abbiamo protestato più di tanto. Quando hai un'attività e una famiglia, te ne guardi bene. I tuoi ideali sono anche i miei. Non faccio che scontrarmi con gente che mi dice che è facile per me parlare, perché tanto me ne sono andata. Ma so anche che quando gli ideali si scontrano con la vita (tua e de tuoi cari) di tutti i giorni, lì è un po' più difficile fare gli eroi. Prima di pianificare una guerra, bisogna almeno essere coscienti di chi è il nemico. Lo Stato non ci aiuterà a combattere sé stesso. TOGLIAMO LA MAFIA DALLO STATO, E POI POTREMO CHIEDERGLI AIUTO IN QUESTA GUERRA.
RispondiElimina