sabato 12 dicembre 2009

La mazza di Tiger Woods


Da queste parti, parlare spesso di un argomento o di una persona è una pratica usata raramente, e spesso tradotta, da chi la subisce, in 'gogna mediatica', 'linciaggio a mezzo stampa' e via discorrendo: a volte giustamente, altre volte no. Parlare per due anni di Alberto Stasi come del killer di Chiara Poggi, o di Raffaele Sollecito e Amanda Knox come dei killer di Meredith Kercher, ad esempio, anche a causa di un sistema giudiziario che, come ricordava la maltrattatissima inviata della Cbs in Italia qualche sera fa a Porta a Porta, di fatto porta la giuria ad essere nettamente condizionata dai media, è normalissimo. Come era normale parlare, una sera sì e l'altra pure, del delitto di Cogne e di Annamaria Franzoni, passata in pochi mesi da vittima a boia, da perseguitata a spietata assassina. Senza alcun rispetto nemmeno per la sua famiglia, che a quel matricidio, occorre ricordarlo, è sopravvissuta. Al contrario, quando si parla per tanto tempo di personaggi protagonisti della vita politica italiana, e non per mero voyeurismo come nei casi sopra citati, ma per evidente interesse pubblico, c'è subito chi urla, appunto, al linciaggio e alla gogna mediatica. Ogni riferimento al presidente del Consiglio attualmente in carica non è puramente casuale.
All'estero, le cose vanno diversamente. Pensate, ad esempio, al povero Tiger Woods. Tutto parte da una sera in cui sua moglie, stanca dei suoi tradimenti, lo aggredisce a colpi di mazza (lo svantaggio di essere un campione di golf): lui, per evitare qualche livido di troppo, se ne va in auto, e va a sbattere contro un albero. Resta per sei lunghe ore in coma, più morto che vivo. Quando si risveglia, ecco la sua vita sbattuta in prima pagina: le sue dieci amanti, tra cui due pornostar, una cameriera bruttina e una hostess attempata, che fanno a gara nello svelare i 'retroscena' di Tiger a letto; sua moglie (molto più bella, tra l'altro, di tutte le sue amanti) che gli chiede di scegliere tra lei e lo sport che ama; la tv cinese che ricostruisce in 3D il suo incidente; il suo messaggio vocale ad una delle amanti ("Devi farmi un favore...cancella il tuo nome dalla segreteria telefonica. Mia moglie ha controllato il mio telefonino e potrebbe chiamarti da un momento all'altro. Fallo velocemente...grazie") remixato e cliccatissimo su YouTube; infine, dulcis in fundo, un produttore di film porno che ha preso la sua storia come ispirazione per quello che sarà senz'altro il suo capolavoro, Tiger's Wood (La mazza di Tiger: come si presta bene, l'inglese, ai giochi di parole). In tutto ciò, il povero Tiger è letteralmente scomparso dalle scene, ed è presumibile che abbandoni davvero il golf per salvare il suo matrimonio. Almeno, così dicono i blog statunitensi, così informati da far venire il sospetto che a scriverci su siano gli stessi protagonisti delle storie che raccontano. Come lo vedreste, Berlusconi che va su un blog e racconta dei suoi incontri clandestini con i capimafia, a cui diceva di essere "a disposizione"?

UPDATE: Alla fine, si è ritirato per davvero. Ma con un fil di voce ha chiesto alla stampa: "Rispettate la mia privacy". Wow. Chapeau.

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